Calcolosi urinaria

Introduzione: Cos'è la calcolosi urinaria?

La calcolosi urinaria è una patologia caratterizzata dalla formazione di uno o più aggregati (calcoli) di differente composizione chimica, consistenza e dimensioni nelle vie urinarie. I calcoli possono pertanto localizzarsi a livello delle cavità escretrici renali, dell’uretere o della vescica.

 

Sintomatologia: Come mi accorgo di essere affetto da calcolosi delle vie urinarie?

Nella maggior parte dei casi la calcolosi urinaria è del tutto asintomatica, presentandosi come riscontro occasionale ad esami di controllo (es. ecografia addominale) eseguiti per altri motivi. In altri casi la calcolosi può invece presentarsi con una tipica sintomatologia acuta: la colica renale. Essa è caratterizzata da un dolore molto intenso ed improvviso, che può comparire nelle diverse ore della giornata. Il dolore è causato dall’ostacolo al transito dell’urina, per l’arresto del calcolo a livello dell’uretere (il condotto che collega il rene alla vescica). Tale ostacolo determina un aumento di pressione a monte del calcolo con conseguente dilatazione delle cavità escretrici renali. Si tratta di un dolore che può durare da qualche minuto a qualche ora, insorge in regione lombare e molto spesso si irradia lungo il decorso dell’uretere, fino alla vescica e ai genitali esterni. Può essere accompagnato da sintomi quali nausea, vomito, tachicardia e febbre, soprattutto nei casi in cui la colica renale si associa ad un’infezione delle vie urinarie. Talvolta il dolore può essere accompagnato anche da ematuria, microscopica (presenza di sangue rilevabile all’esame delle urine) o più raramente macroscopica (presenza di sangue nelle urine visibile ad occhio nudo).

 

Epidemiologia: Quanto è diffusa la calcolosi delle vie urinarie?

La calcolosi è una patologia molto diffusa nella popolazione Occidentale: recenti studi hanno dimostrato che circa il 10% della popolazione sviluppa almeno un episodio di calcolosi nell’arco della vita, con un maggiore interessamento del sesso maschile rispetto a quello femminile (rapporto 2:1). In Italia ogni anno circa 250.000 persone sono interessate da un episodio di calcolosi, primitiva o recidiva. Si manifesta più frequentemente tra i 30 e i 50 anni, ma ogni fascia di età può essere colpita.

Diagnosi: come si diagnostica la calcolosi delle vie urinarie?

La diagnosi di calcolosi urinaria richiede in prima istanza una serie di esami di laboratorio ed esami strumentali quali: ecografia dell’apparato urinario e Rx addome a vuoto. L’esame ecografico permette la visualizzazione diretta di calcoli renali e, in caso di un’eventuale dilatazione della via escretrice, anche di calcoli ureterali. L’Rx addome visualizza invece immagini radio-opache lungo il presunto decorso della via escretrice. In previsione di interventi chirurgici per la calcolosi renale possono essere necessari esami strumentali di secondo livello, quali Tc addome, urografia o pielografia ascendente.

Trattamento: Come si può curare la calcolosi delle vie urinarie?

La terapia della calcolosi urinaria prevede differenti approcci terapeutici a seconda della sintomatologia clinica (paziente sintomatico / asintomatico), dimensioni, localizzazione e composizione dei calcoli. In presenza di calcoli renali < 5 mm (nella maggior parte dei casi asintomatici) si consiglia un monitoraggio clinico periodico. In presenza di piccoli calcoli ureterali (< 5 mm) il trattamento iniziale prevede una terapia medica espulsiva, consistente in un’abbondante idratazione del paziente associata a farmaci in grado di rilassare la muscolatura liscia lungo la via escretrice, favorendone così il passaggio spontaneo. Calcoli renali di dimensioni 6-20 mm e calcoli pre-vescicali possono essere sottoposti ad ESWL (litotrissia mediante onde d’urto extra- corporee – Fig. 1)

fig 1 litotritore.png

il quale permette una frantumazione dei calcoli dall’esterno, rendendoli passibili di espulsione spontanea con le urine. Anche calcoli ureterali possono essere sottoposti a litotrissia extracorporea, pur tuttavia presentando una minor percentuale di successo. Per tale motivo, il loro trattamento di elezione è oggi rappresentato dall‘ureterorenoscopia (URS – Fig. 2)

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ovvero la risalita con un apposito strumento delle vie urinarie fino al raggiungimento del calcolo e sua successiva frantumazione mediante diverse fonti di energia (laser / ultrasuoni / onde pneumatiche). L’intervento prevede un’anestesia spinale (o, in particolari condizioni, generale), una durata media di circa 45 min e, in alcuni casi, la necessità del posizionamento di un tutore ureterale; tale intervento prevede una degenza media di circa 3 giorni. In presenza di calcolosi renale di grandi dimensioni (> 25 mm), il trattamento indicato è la pielo-nefro-litotomia (PNL – Fig. 3)

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si tratta di un intervento chirurgico effettuato in anestesia generale, che prevede un accesso percutaneo alle cavità escretrici con frantumazione mediante diverse possibili fonti di energia. L’intervento prevede il posizionamento di un catetere ureterale, di un catetere vescicale e di una nefrostomia percutanea; la durata media dell’intervento è di circa 90 minuti, mentre la degenza media è di circa 5 giorni; ha un’efficacia molto elevata (98 % dei casi), ma richiede operatori esperti. In casi selezionati (es. calcolosi refrattaria a trattamenti di litotrissia extracoporea) il Nostro Centro offre come opzione terapeutica

innovativa la chirurgia retrograda intrarenale (RIRS – Fig. 4)

fig 4 rirs.png

ovvero l’intervento con accesso al rene con un apposito strumento flessibile che risale dall’uretra lungo le vie urinarie fino al raggiungimento del calcolo e sua successiva frantumazione.


Come sarò seguito dopo l'intervento?

A distanza di circa due mesi dal trattamento è infine necessario effettuare esami di follow-up laboratoristici ed esami strumentali (ecografia apparato urinario e Rx addome a vuoto), con successive visite periodiche di controllo.

 

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